Il Cerchio Incantato del Bosco di Luth
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Postato alle 09:52 del giovedì, 18 settembre 2008
Postato da Luthiel

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Postato alle 23:38 del mercoledì, 17 settembre 2008
Postato da Luthiel

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Postato alle 12:50 del mercoledì, 17 settembre 2008
Postato da Luthiel

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Postato alle 12:40 del sabato, 13 settembre 2008
Postato da Luthiel

Come dicevo un paio di giorni fa, avevo in mente un post favoloso sul fantastico mondo dei call center, che poi andò perduto.

Rieccomi qui, decisa a riprovarci, mentre innalzo una preghiera ai numi tutelari del mio piccì affinchè almeno questa volta il frutto della mia arte (!) non venga risucchiato dalla sfiga..

Il posto aveva titolo: Quando si lavora in un Call Center.

Ebbene sì, appartengo alla categoria di quei lavoratori precari e mal pagati (nel mio caso assai precariamente, pagati, nel senso che ci pagano quando ne han voglia , se ne han voglia e” cosa hai da ridire che è tutto normale e poi decido io”.) che telefonano a casa e rompono le palle alla gente (sì, a voi che state leggendomi adesso. Sono io che vi chiamo alle due mentre dormite la pennichella pomeridiana, o alle otto mentre cenate).

Non che fosse il sogno della mia esistenza, diventare una telefonista in un centro Out-Bound e proporre Pannelli Solari per vivere. Però poteva andarmi peggio, poteva trattarsi di aspirapolvere.

Una cara amica, con l’aspirapolvere ha trovato il mondo dell’editoria. C’è da dire che lo meritava davvero, perché scrive bene, ha una gran testa e malgrado sia una catto-comunista-vegetariana resta una splendida persona. Che adoro abbracciare ogni –rara-volta che riesco a vederla.

Tornando ai Pannelli Solari. Termici e Fotovoltaici. Per risparmiare sull’acqua calda e sull’energia elettrica. Per ridurre l’emissione di polveri per il bene nostro e della terra tutta. Amen.

Lo conoscete voi il Protocollo di Kyoto?  Ebbene, siccome almeno una cosa giusta i nostri governanti l’hanno fatta, l’Italia figura tra i paesi Firmatari. Non voglio divagare, ma è importante e mi sto rendendo conto sempre di più che il popolo è –per la maggior parte- un poco ignorante.

Comunque, il fatto è che quando vi telefono io non è per vendervi un aspirapolvere oppure una nuova eccitantissima tariffa telefonica, ma per proporvi informazioni riguardo queste fonti di energia rinnovabile.

Che poi, se la cosa non interessa, basta dirlo. Con garbo e senza insulti, chè non sono pagata abbastanza per digerire anche quelli, grazie.

E cosa succede? Che vado a cozzare con il miasma di casi umani – a volte davvero irrecuperabili-  che colorano la fauna italica.

Siccome sono una fervida sostenitrice della bellezza della condivisione, ho deciso di mettervi a parte della varie tipologie di utenti con cui mi è capitato di avere a che fare.

1)       L’anziana/o sorda/o, che ti urla nelle orecchie che non ti sente. Non ti capisce. Non sa cosa vuoi dire e piantala di disturbare.

2)       L’anziana (generalmente è la donna, la più maleducata) che appena ti presenti inizia ad inveire, urlandoti che ti converrebbe andare a farti un giro tusaidove, invece di rompere le scatole a lei. Noblèsse oblige.

3)       L’anziana che quando dice “Pronto” sembra quanto meno in salute, ma appena capisce chi sei e perché chiami, si trasforma nell’accozzaglia di malanni più lunga del West. Con tanto di nocetta tremolante degna della migliore interpretazione teatrale. Furrrrrrba come una faina.

4)       Il provolone. Maschio di età variabile tra i 30 ed i 70 anni. Che no, grazie, non è interessato alla questione, ma ci tiene a farti sapere che hai proprio una voce gentilissima e molto bella, tesoro. (Oh, anche i complimenti hanno il loro valore. Contribuiscono se non altro a farti sorridere nel momento in cui giungono, ad esempio, dopo una sequela di insulti).

5)       La madre/nonna-che-deve-cambiare-il-pannolino. E che non ha tempo da perdere con te. Spiacente. Santa Figliolanza che salvi la tua genìa dall’incubo delle promozioni telefoniche.

6)       La badantA. Con la A. Fateci caso, o voi colleghi/colleghe di sventura. La pronunciano mai correttamente quella E finale?

7)       Quelli che hanno il vicino/genero/marito/figlio/amico/vattelapesca nel ramo. E che quindi non si rivolgeranno mai alla tua ditta per la questione. Ora vorrei aprire una piccola parentesi. Posto che l’argomento trattato non è proprio dei più diffusi, ma sono i Friulani che san fare soltanto l’idraulico/installatore di pannelli che salta sui tetti, oppure sono io la povera sfigata che malgrado la famiglia più che numerosa (credetemi, a noi le questioni dei Forrester ci fanno un baffo) non può avvalersi di cotanta esperienza? Toglietemi per piacere questo dubbio amletico.

8)       La StronzA. Con la A maiuscola perché, come già detto, generalemente la più inviperita e maleducata è sempre la donna. Che ti insulta gratuitamente senza nemmeno darti modo di parlare e ti sbatte la cornetta in faccia, sia mai che ti venga la malsana idea di risponderle per le rime. Ecchecaspita! Che ti vien voglia di rifare il numero solo per consigliarle un buon corso di bon ton. Magari a casa di Patrizia De Blank.

9)       Il figlio/la figlia. Che sono stati addestrati sin dalla più tenera età a sbolognare gli scocciatori con risposte studiate ad arte e snocciolate con feroce saccenza. “No. Non c’è la mamma. E comunque non ci interessa, grazie.” –click- …Santa pazienza.

10)   Il Provolone migliorato. Con tecniche invidiabili. Esempio realmente accaduto:

collega Luth: <<sono XXX della ditta XXX la chiamo per….>> Lui: <<ah, guarda, ti fermo subito perché sono un autonomo, io. Non mi manca niente, a parte te!>> Collega Luth: (occhi sbarrati)<<come, prego?>> Lui<< eh, non sono sposato…>> Collega Luth: (spaventatissima) Ah, ma io sì, però!>>

11)   La Moglie. Quella che probabilmente di mestiere fa la segretaria. Ed è abituata a fare da filtro. Ma quello che usa in ufficio è assolutamente nullo in confronto allo sbarramento che pone innanzi a te, telefonista che cerchi di arrivare al marito/padrone di casa. E cosa vuoi, cosa cerchi, chi sei e perché poi te lo dovrei passare? …Se lo tenga, siora. Ne ho abbastanza del mio. Ecchediamine.

12)   Quelli che “siamo a posto, tutto a posto, grazie grazie grazie tutto a posto”. Svelatemi l’arcano, che caspita vuole dire?

 

Sono certa che ci sono tante altre categorie, invito i signori colleghi e colleghe a partecipare a questa illuminante discussione. Venghino venghino! Ampliamo l’elenco!

 

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Categorie del post: vita vissuta, lavoro, cavolate, call center, precari, umanità varia Grazie per i vostri commenti |commenti (3)
Postato alle 21:43 del venerdì, 12 settembre 2008
Postato da Luthiel

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